Oggi, come in molte altre occasioni, sono passato per
Campo Marzio, parco urbano non recintato tra il centro storico e la stazione dei treni della mia città, Vicenza. Un parco che tutti conoscono perchè visibile, dove ogni anno per un paio di settimane settembrine c'è la consueta sagra cittadina. Un parco che un tempo era frequentato dalle famiglie, dagli anziani in passeggiata, da chi doveva tornare a casa dopo un viaggio in treno. D'estate, da bambino, mio nonno mi portava a mangiare la
Grattachecca, al gusto menta e tamarindo. Bei ricordi. Da qualche anno a questa parte regna il degrado, e Campo Marzio diventa semplice luogo di transito o di stazionamento per chi non sa dove andare. Molto spesso per delinquere. A volte per sballarsi o, molto triste, per smaltire la sbornia. Oggi sono passato, a piedi, da solo. Passeggiata durata dieci minuti, con diversi incontri. Alla fine del mio percorso di 600 metri, alle due del pomeriggio, ho incrociato e contato nell'ordine:
- ragazzo addormentato sulla panchina
- coppia di fidanzati litiganti, visibilmente strafatti
- spacciatore che prova a vedermi fumo
- spacciatore che prova a vendermi coca
- spacciatore che mi insulta perchè non compro del fumo
- tossico che si faceva in vena, in crisi per non trovare la vena
- disadattato che mi offende perchè ho una valigia da lavoro ( chissà cosa gli ha fatto la mia valigia)
- ubriaco che urina su un albero, come un cagnolino
- gruppo di allegra compagnia, multietnica, multilingue, multigenere e multisballo, impegnata in discussione/litigio/conferenza in cui i termini riconoscibili più facilmente erano "stai calmo, non ho mangiato io la Nutellla, io non sono un ladro!" sbiascicato all'infinito e ripetuto talvolta all'alberello, confuso con un amico.
Direi che la descrizione può finire qui.
Non mi sono potuto fermare per leggere il giornale in santa pace su una panchina, no. Erano sporche e una di queste imbrattata di vomito.
Non mi sono potuto sedere per terra per leggerlo, perchè c'è
un'ordinanza che lo vieta, e sia mai che un insegnante del
Pigafetta commetta un simile reato! Non mi sono potuto fermare un po', respirare con calma e rilassarmi, oppure cominciare una telefonata. Non si tratta di sicurezza, non sono quattro sballati a spaventarmi, ma di certo non mi sentivo a mio agio, non mi sentivo rappresentato da quella situazione.
Quindi ho ripreso la mia camminata e mi sono allontanato. Nel frattempo, vedevo alcuni studenti universitari che percorrevano il vialetto per andare in stazione, a passo svelto. Nel recinto dei cani, invece, un signore contemplava la corsa del proprio Fido, ma guardandosi alle spalle con un certo sospetto. Dopo la pisciatina di rito, Fido e il suo padrone si sono allontanati verso casa.
In sostanza quello che è successo è che io, persona forse non troppo normale ma non affetto da una significativa propensione al delinquere, in linea di massima non temibile o temuto,senza strane vicende di violenza aggravata alle spalle o di spaccio in età adolescenziale, ho dovuto abbandonare Campo Marzio. I personaggi di cui sopra, al contrario, se ne sono stati lì al loro posto, godendo di uno spazio un tempo pensato per altro, diventandone addirittura custodi e dialogandoci come fa un padrone di casa a casa propria.
C'è forse da chiedersi perchè succeda questo.
Troppo semplice sarebbe giustificare l'accaduto sostenendo che i tossici vanno dove non sono controllati, e che i delinquenti preferiscono quelle zone dove le forze dell'ordine non stazionano. "E' colpa delle forze dell'ordine e della politica. Governo ladro. d.c." direbbe con accento veneto un veneto medio.
No. La questione è più sottile e interessante.
Questa gente semplicemente si impadronisce di spazi che hanno perso il loro significato, mal progettati, mal gestiti o addirittura non gestiti, abbandonati insomma dalla collettività. A Central Park queste cose non accadono, e nemmeno nei grandi parchi urbani di Londra, privi di recinto o mura e aperti sulle strade.
BELLO, CURATO, VALORIZZATO. UN LUOGO COSI', NON CONOSCERA' IL DEGRADO
Protestare però è fin troppo facile. Credo sia più difficile e rischioso agire.
Nel proprio piccolo con le azioni, pubblicamente con le proposte. Alcune delle quali a costo zero, e non scomodano nessuno. Perchè star fermi ad aspettare non serve, e ogni cittadino, nel suo piccolo, ha la sua responsabilità.
Parto io, poi chi voglia, a ruota, può seguirmi e lanciare in un commento la propria proposta. Magari ne viene fuori una cosa interessante.
LA MIA PROPOSTA: EDUCAZIONE FISICA AL PARCO.
Si avete capito bene. Trasferire le ore di educazione fisica a Campo Marzio.
Quante sono le scuole superiori in centro a Vicenza? Almeno tre. Pigafetta, Lioy e Fogazzaro, per un totale di 3500 studenti circa. Significano circa 160 classi. Se i miei cari colleghi di educazioni fisica portassero un'ora alla settimana ogni classe a Campo Marzio a fare jogging, ripetute, stretching e altro, ci sarebbero mediamente 200 persone che fanno attività fisica a nel parco. Ragazzi che corrono e faticano, che saltano e si allungano, sudano e sbuffano. Tute colorate (magari con lo stemma scolastico), che si riappropriano di uno spazio sociale oltre che naturale. Animi adolescenti, rumorosi e sereni a volte, silenziosi e turbati altre, che si muovono sulle foglie e si confondono tra gli alberelli. E se a questi si associassero gli studenti di alcune scuole medie? E del Piovene? E dell'Oxford? Allora potrebbero essere 300, 400, 500. E se arrivassero altri vicentini, meno intimoriti dai balordi perchè "ora a Campo Marsio ghe xe i tosi del liceo, ghe xe anca me nevodo e tutti i tosati dea classe sua"....
Il parco riassume così un proprio senso, i balordi diventano minoranza e se ne vanno. E' un normale processo socio antropologico, forse addirittura fisico biologico.
E il pomeriggio? Idem. Molte scuole hanno il rientro, nel frattempo la moda partirebbe e Campo Marzio si creerebbe gli anticorpi al degrado. Perchè in questo caso c'è un uso, un utilizzo, non una semplice campagna promozionale politica per creare qualcosa che di fatto costa soldi e finisce subito.
Costo dell'operazione? ZERO.
Costo della campagna pubblicitaria per promuoverla? ZERO. Con Facebook è gratis.
Costo dell'idea? ZERO. La regalo alla città, perchè in questo modo ne godo anch'io.
Vi sembra un progetto fattibile? A me si, ma nessuno ci aveva pensato.
Se raccolgo un po' di riscontro qui nel blog, creo un gruppo in Facebook. Poi vediamo, si potrebbe.........
Simone Ariot