
Costanza, parola che sentiamo quotidianamente, a scuola, al lavoro, nelle relazioni.....
Un termine che fa quasi paura, perchè richiede impegno e capacità critica d'osservazione del proprio lavoro e di sé stessi. "Devi essere costante, altrimenti il latino non lo imparerai mai", "devi essere costante nello sport, se vuoi ottenere risultati"......di esempi ne abbiamo all'infinito.
Ma la costanza presuppone anche una certa capacità d'accettazione delle critiche. Essere costanti è un dono, ma talvolta diventa allo stesso tempo un limite, se si decide di perseverare con costanza su ciò che fa star male e non offre occasioni di critica e miglioramento. Ma fermandosi un momento a riflettere sulla parola COSTANZA, ne scopriamo delle belle. Ad esempio che deriva dal verbo latino consto, che di fatto significa fermarsi, non mutare, rimanere uguali. Già, fermarsi. Eppure all'idea che la costanza debba essere rappresentata dall'immagine del fermarsi saremo pronti a non crederci, perchè in effetti sembra proprio un controsenso. Costanza come dover fare qualcosa.........e poi costanza come fermarsi, come non cambiare. Interessante.
La costanza ha a che fare con tutto, anche questo blog, visto che di costanza ne richiede parecchia. Questo infatti è il 69° post di PAROLEFANTASIOSE, un esperimento nato per gioco in una sera di settembre di due anni fa. Per gioco o per disperazione forse, come accade spesso con le cose che poi funzionano bene. Per disperazione perchè stavano finendo le ultime ore di vacanze estive e ricominciava un nuovo anno scolastico ed io sapevo che l'indomani sarei entrato in classe ed una cosa chiamata programma mi avrebbe annientato un po' alla volta la creatività e la voglia di metterci del mio nelle cose. Così, come un raptus, ho visualizzato il blog e ho deciso di farlo partire. In poco più di un'ora sono partito con il primo post e poi....tutto si è sviluppato da solo, quasi senza rendersene conto. Oggi Parolefantasiose è citato sui libri di didattica, partecipa a concorsi sull'innovazione della scuola, viene preso come modello di didattica democratica e sostenibile e continua a solleticare l'attenzione di più di 500 persone alla settimana che ci seguono silenziose.
Certo che tutto questo senza costanza non si poteva fare. Per essere indicizzati sui motori di ricerca, per fidelizzare i lettori, serve la costanza, la maledetta costanza. Perchè ci sono delle volte, delle settimane, in cui essere costanti risulta proprio difficile, perchè si hanno troppe o troppo poche cose da dire e si rischia di perdersi, o più semplicemente perchè si ha poco tempo. In questi giorni, ad esempio, Parolefantasiose è più che mai attivo e si sta facendo giudicare dall'esperto popolo del web, anche se sembra starsene un po' spento. Ma non è così, i post magari tardano un po' ma vi assicuro che sono lì nella mia testa ed aspettano solo di poter entrare, settimanalmente, nello schermo.
Parolefantasiose andrà in vacanza estiva tra un po', non so nemmeno quando, ma per un po' andrà.
Simone Ariot