A volte i galli cantano in pieno centro storico. E non solo alle cinque di mattina.
Possono farlo con le parole e ancor più con i pennelli. Su tela o
su cartone. Su vecchie tavole o scatole in disuso. L'importante è che cantino,
a ritmo vario e colorato. E Arcangelo Persano, a modo suo, fa cantare i
galli ogni giorno, da oltre 80 anni.
Tarantino e vicentino d'adozione, autodidatta poi divenuto allievo
di Otello De Maria, è un artista nel
dipingere e nel vivere. Disegna galli, nient'altro.
Scelta di marketing o inconscio che parla attraverso la pittura, i
galli di Arci Persano nascono così, uno dopo l'altro, nelle vecchie scuderie di
un palazzo in centro storico a Vicenza, in Contrà San Marco
41. Le porte dello studio sono decorate e dipinte da galli, mentre
all'interno stazionano quadri, vecchie scatole, materiale d'ogni genere che non
muore mai.
Riutilizzo, recupero, rinascita. Parole chiave nell'arte di
Arcangelo Persano, che nasce dal disegno, e non dalla pittura, come ama
sottolineare.
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Arcangelo Arci Persano, nel suo studio in Contrà san Marco 41, a Vicenza |
Una vita in cui arte e letteratura si incrociano e dialogano, come
le sue due città, Taranto e Vicenza. Nella città degli ulivi prima che
dell'Ilva vive fino a 27 anni, figlio di un ufficiale dei Carabinieri e
abituato a disegnare per gli amici, che in cambio di un nudo gli pagavano una
cena. Poi l'arrivo a Vicenza, nel 1962, che coincide con il lavoro alle Poste e
l'inizio della frequentazione degli ambienti artistici Vicentini. Nascono in
questi momenti i Fogli
artistici, sorta di vedemecum dell'arte vicentina che ancora oggi
pubblica e distribuisce a chi incontra. Una descrizione della propria
produzione o la presentazione dei colleghi artisti, priva di punteggiatura e
dalla grafica che ricorda l'esperienza dei Calligrammes di Apollinaire, sui quali si
sofferma, sempre. Perchè Arci non è uno di quegli artisti schivi e autoisolati.
Ama parlare e confrontarsi con chiunque sia curioso, della sua arte o della vita,
che diventa spunto per racconti in cui emerge la sua natura creativa. Un
esempio? Chiedetegli delle sue esposizioni in giro per l'Italia. Vi racconterà
di roccamboleschi viaggi a Pantelleria, dove al mattino disegnava e la sera
esponeva, o quello a Capri, dove ha inventato la formula alberghiera
"programma artista". Cosa significa? Semplice, in cambio di
ospitalità lui espone le sue opere, che diventano merce di scambio. Ma se siete
curiosi sul perchè siano proprio i galli i suoi animali preferiti, la risposta
non è un segreto. Perchè non li faceva nessuno. E io, me li sono fatti
miei! Mi conoscono per i galli, sono il pittore dei galli. E i miei galli li
devo vendere, perchè si disegna anche per questo.
Un artista con le idee ben chiare, un pittore che i galli li
immagina e li porta su tela. Freud potrebbe scomodarsi, raccontandoci
molte cose di questa ossessione ricorrente per l'animale dalla cresta
rossa, ma a noi non importa. E ci basta che Arci continui a disegnare i suoi
galli. Ora siamo a quota 5000, e non è certo finita qui.
Simone Ariot