
Tutti in divisa appassionatamente. Ciò che in Inghilterra, Australia, India e molti altri paesi risulta essere un'usanza più che consolidata, in Italia non decolla e nemmeno se ne parla più di tanto. Ma a ben scrutare la cartina tematica della diffusione delle divise scolastiche, si può ben comprendere quanto l'adottare le uniformi scolastiche rappresenti ormai la regola nella maggior parte delle scuole del mondo. Nasce come tradizione anglosassone per distinguere i college nelle gare di canottaggio, poi si diffonde in lungo e largo per la praticità che garantisce, ma non solo. Nei paesi in cui la divisa scolastica è realtà, si ha una percezione diversa dello studente. Questo non è semplicemente un adolescente che va a scuola, ma una persona con un suo ruolo sociale, una sua identità, una sua forma. Gli studenti, in questi paesi, sono studenti e riconosciuti come tali. Per noi italiani, creativi e individualisti, l'idea della divisa è stata accettata solo nelle forze dell'ordine, e nella scuola quasi mai, salvo il pratico grembiulino dell'asilo, pensato soprattutto per risolvere i problemi di macchie di colore che i bambini nella fascia 3-6 anni sembrano conoscere molto bene. Ma per quanto riguarda la possibilità di offrire una divisa scolastica ai liceali, solitamente vi è da parte del mondo adulto, degli insegnanti e dei genitori una certa diffidenza. Si tende ad associare la scelta ad un vezzo, alla voglia di distinguersi tanto osteggiata da uno spirito catto-democratico perbenista, anche se in realtà l'uniforme rappresenta un gran segnale di democrazia. Gli studenti con le uniforme risulteranno tutti uguali, non potranno fare a gara a chi supera per primo i 1000 euro indossati, a chi è sempre attento a mettere ben in evidenza marchi a caratteri cubitali, a chi si dimentica che la classe non è una piscina comunale e si presenta in shorts ed infradito da aprile in poi. L'uniforme in più presenta un capo d'abbigliamento simbolico come la cravatta, dall'utilità pratica pari a zero ma dalla fortissima valenza simbolica. La cravatta indica la formalità di una situazione, la sua serietà.
Faccio outing e lo dichiaro, sono un filo-uniforme, le promuoverei immediatamente in ogni scuola, non solo per le motivazioni sopra esposte, anche per una questione puramente estetica. Trovo le divise generalmente eleganti, belle, interessanti e identificative, pronte a trasmettere un messaggio d'appartenenza che esprime chi la indossa. Inoltre, noi italiani potremo saper scegliere uniformi molto più belle di quelle inglesi e indiane. Volete mettere il Made in Italy?
E voi? cosa ne pensate?
Simone Ariot