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| Il passaggio dei campioni alla alita degli Ulivi |
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giovedì 23 maggio 2013
Il Giro nel cuore dei Berici
sabato 6 aprile 2013
Arcangelo Persano, un gallo che non smette mai di cantare
A volte i galli cantano in pieno centro storico. E non solo alle cinque di mattina.
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| Arcangelo Arci Persano, nel suo studio in Contrà san Marco 41, a Vicenza |
lunedì 7 maggio 2012
Assemblee d'istituto oggi. Cazzeggio libero e collettivo
- Laboratorio di cucina
- …..di giocoleria
- ….di ballo caraibico
- .... di
blog
- ….. di
espressione creativa
- …..di yoga
- …..discussione sulla Tav
- ………..di mille latre cose.
- ….orientamento universitario
Quando nel 1997 facevo il rappresentante d’istituto al Fogazzaro le assemblee che organizzavo erano momenti in cui scannarsi, discutere, litigare se fosse stato necessario. Momenti in cui volevamo prenderci lo spazio per affrontare i problemi che sentivamo all’interno della scuola, della nostra scuola. Tutti insieme, 1300 persone che discutevano. Chi non aveva il coraggio di prendere la parola al microfono scriveva un biglietto che veniva letto da uno di noi. Chi voleva parlare direttamente, lo faceva. La scuola allora era diversa. Sono passati solo 15 anni ma era veramente diversa. Non c’era internet prima di tutto, solo alcuni geek della prima ora lo avevano a casa, ma era una rarità. Non c’erano le mail di classe, lo psicologo scolastico, o i voti nel registro elettronico. La scuola era molto diversa perché se uno studente prendeva 4 tornava a casa e si trovava 4 sberle stampate sul viso. Oggi dare 4 significa spesso e volentieri doversi giustificare con il genitore di turno che ti rinfaccia la genialità del figlio e la tua incapacità nel comprenderla. Ma soprattutto all’epoca le assemblee volevamo organizzarle noi, da soli, senza l’aiuto degli insegnanti (che erano un po’ tutti nemici, e questo non è detto che fosse positivo). Volevamo organizzarle noi perché potevamo creare e fare qualcosa, noi, con le nostre forze. Personalmente, in quei momenti, ho imparato moltissimo. Credo di poterla considerare la mia prima vera esperienza di lavoro, anche se non retribuita. Passavo ore su ore a programmare le assemblee, e molte erano le ore di lezione che perdevo, ma poi mica me le scontavano, anzi,dovevo recuperarle da solo, muci muci in silenzio, sapendo che all’interrogazione mi avrebbero chiesto ancora di più. Eppure, come direbbe Renzo Tramaglino, ho imparato, e quelle esperienze sono state fondamentali. Ma evidentemente questi sono pensieri vecchi, oggi si preferisce sciallare a seguire un corso di ballo caraibico in palestra, tanto i problemi non ci sono.
lunedì 26 marzo 2012
Book Crossing, esperimento riuscito !
Book Crossing, ovvero, trovi un libro, lo leggi, e lo lascia a qualcuno, da qualche parte. Detta così sembra un po' una cosa strana, ma nella realtà il fenomeno del book crossing c'è, ed è sviluppato molto più di quanto si pensi. Nella 2°E del liceo Pigafetta, una delle classi in cui insegno, è partito un esperimento di book crossing interno, con tanto di registro dei prestiti, che sta dando ottimi risultati. Menti e artefici di questo progetto sono Lucia Esposito e Susanna Sgambaro, accanite lettrici decise a coinvolgere anche i compagni in una passione che non conosce crisi, almeno in per ora! Oggi ci raccontano la storia di questa esperienza in un breve intervista.
martedì 10 gennaio 2012
Ricordi sbiaditi
martedì 15 novembre 2011
Parola campione d'incassi: SPREAD
giovedì 3 marzo 2011
ADV al liceo, seconda puntata. Pubblicitari si diventa
Come promesso, siamo alla seconda puntata di Advertising School, un viaggio che durerà una settimana, aggiornabile una volta al giorno, in compagnia di 9 agenzie creative formate da esperti……..liceali. Oggi presentiamo Gea adv.
Giulia è la copy,Annart director, Eleonora grafica.
Non scherzano le ragazze, hanno un passo svelto e deciso, come lo stile dei loro annunci. Dinamismo e velocità, conditi con colori vivaci e una tecnica d’antan. Non si vedono infatti le nuove tecnologie o un particolare utilizzo del computer che a dir la verità è proprio assente. Non importa, questa è un’agenzia che ha nel suo DNA il movimento. Come quello di una lettera che sta per essere spedita, con una destinazione certa e sicura di arrivare sana e salva, perché in buone mani. Un giallo intenso che fa da sfondo e domina, una lettera aperta che ci mostra che si tratta di una missiva con un contenuto, in questo caso con una fotografia che rappresenta tre studenti e la loro giovinezza. Metafora azzeccata, complimenti all’art!
La seconda opzione è altrettanto interessante. Forse le proporzioni e le scelte cromatiche interne alle scarpe andrebbero riviste, c’è troppo colore in quelle scarpe e non si distinguono bene i contenuti interni rappresentati, ma il pay-off e le immagini comunicano bene. “Stai al passo con i tempi” fa pensare al movimento verso l’avanti, verso quelle bandiere rappresentate nelle scarpe, verso una scuola nuova, che si lascia alle spalle l’immagine di un liceo vecchia maniera, e cammina verso il futuro. Un futuro migliore e che attrae, meglio del presente attuale, un futuro che si può nel frattempo sognare.
E per sognare meglio potremo chiedere consiglio ai Dream , l’agenzia di domani. Siete pronti?
Diteci cosa ne pensate di questa pubblicità e commentatela qui sotto.
Simone Ariot
lunedì 1 febbraio 2010
Io e Raffaele
A volte si cercano risposte a complesse domande molto più lontano rispetto a dove le si potrebbe trovare. A volte può essere sufficiente fermarsi e guardarsi dentro, in altre occasioni è più consigliabile affidarsi a qualcuno che possa ascoltare, e individuare nella confusione che c'è in noi quella nube da schiarire, quell' ostacolo da superare. Nella vita come nella scrittura ci sono difficoltà e nella vita come nella scrittura ci si imbatte in esse. Grazie a Giovanna Viola(scrittrice e insegnante nel nostro liceo) e al suo libro ( IO e Raffaele,ed Domna), ci avventureremo proprio in queste difficoltà. Qeulle che nella vita ogni individuo incontra, e quelle che nella scrittura ogni scrittore sperimenta almeno una volta ( e spesso molte di più). Un libro che ci parla della vita , e un' autrice che ci parla di scrittura. Il tutto, giocando in casa ( Liceo Quadri)
Quando si capisce se l' idea del romanzo è quella giusta? Come si superano i blocchi creativi? Come avvicinare la penna a quel foglio di carta o schermo del pc che tanto spaventa? E ancora, quando si capisce che l' idea è finalmente quella giusta?
Sarà un incontro-conversazione, passando dalla presentazione del romanzo di Giovanna ai dubbi che voi, giovani scrittori, continuate giustamente ad avere. Copywriter, editor, webmaster, ce n'è per tutti. Voglio vedervi attivi e curiosi, con domande interessanti e spunti che diano il la a un "concerto letterario estemporaneo" ( mi piace l' idea n.d.r)
Simone Ariot
venerdì 18 dicembre 2009
IO non aspetto
Federica Niola e Adriano Gennari sono gli autori insegnanti che spesso incrociate in corridoio , autori di un romanzo originale, spinto a tratti, che non risparmia battute di critica all’ambiente scolastico e a chi lo compone proponendo un’idea a tratti realistica dei momenti della scuola italiana. Una storia dentro la storia di una storia. Complicato?Matrioska? Meno di quanto si pensi. E sapete una cosa? Saranno loro a raccontarci come nasce e si sviluppa un racconto o un libro. Verranno a trovarci in classe!
E voi, giovani e promettenti scrittori? Siete pronti a perdervi tra i corridoi del liceo nel mezzo di una ricreazione, in palestra di notte o nell’ archivio blindato dove si depositano i compiti in classe? Siete sicuri di sapervi districare, almeno nella finzione, tra un insegnante inferocito e un altro timoroso degli studenti? E a cotte e cottarelle come state messi? Immagino abbiate diverse idee, io se fossi al vostro posto avrei da scrivere per centinaia di pagine per raccontare avventure sognate o capitate, come quella volta, l’ ultimo mio giorno di lavoro nella vecchia scuola, quando la sera della festa di fine anno, nel laboratorio di meteorologia………….
Simone Ariot
Io non aspetto, ex cogita editore, 12.50 euro
martedì 13 ottobre 2009
Vecchia e cara libreria.
Ricordo che un tempo entravo in libreria furtivamente, insospettito e fortemente timoroso dell' aria che si respirava all'interno. Quell' ammasso di libri dalle colorate copertine mi attraeva come può attrarre qualcosa di sconosciuto e pericoloso. Piano piano poi, nel corso degli anni, ho comuinciato ad entrarci diversamente, prendendomi il tempo necessario.
Le grandi librerie, quelle con i commessi che arrivano solo se lo chiedi tu, di certo non facevano al caso mio. Avevo bisogno di trovare una piccola libreria, più a misura d' uomo, dove poter scambiare qualche parola con il libraio, farmi consigliare o semplicemente ascoltare.
La mia prima libreria l' ho scovata per caso, passeggiando fra le strade di Vicenza. Avevo 17-18 anni circa ( qui lo confesso, prima della maggiore età leggevo molto poco e male)e una piccolissima libreria aveva attirato la mia attenzione. Era di sicuro la più piccola che avessi mai visto, con molti libri ammassati e allo stesso tempo ordinati, uno sopra l' altro a creare grazie alle copertine colorate giochi cromatici ogni giorno diversi. Il primo giorno che entrai non comprai nulla, limitandomi a dare un' occhiata. In cassa c' era Silvia ( il nome l' ho scoperto solo dopo molti anni)e si capiva non fosse una semplice commessa. La libreria era sua!!!!Ogni tanto, al posto suo, c' era la madre, una nota insegnante di filosofia del più antico liceo cittadino, e altre volte il padre, una figura che mi ha sempre affascinato: un intellettuale che proveniva dall' esperienza della grande imprenditoria veneta, una di quelle persone che oggi in giro non si vedono più.
In questa piccola libreria ho comprato i miei primi libri, e mi piaceva entrare e parlare con calma con Silvia o il padre. Li, ho avuto la mia prima educazione alla lettura. Poi, purtroppo, le logiche della grande distribuzione hanno costretto Le Scie a chiudere , soffocati dalle grandi catene di librerie dove trovi sempre quello che non cerchi. Silvia divenne un' insegnante di lettere e fu così che approdai da Traverso, storica libreria vicentina dalla gestione famigliare. Molto grande, troppo per i miei gusti, ma il personale mi è subito piaciuto. Oggi è la mia libreria di riferimentoe e quando vado mi sento un po' a casa. Le signore Traverso sono molto gentili e amano il libro, a differenza di molti commessi che stanno nelle super rivendite della Fetrinelli o giù di li, e i commessi sono preparati. Mi piace citare Giovanni, che studiava con me alla facoltà di lettere. Chiedere consiglio a lui è una cosa saggia. C'è una garanzia di competenza che proviene dalle pagine e pagine di studi fatti al dipartimento di filologia contemporanea dell' università di Padova.
Voglio citare altre due librerie che considero molto bene. In una a dir la verità ci sono stato solo poche volte. E' molto piccola, all' incrocio tra Corso Palladio e contrà San Gaetano da Thiene. Si chiama Montesello, è una libreria che sembra un piccolo labirinto, con un piano rialzato raggiungibile attraverso delle scricchiolanti scale in legno. Potete trovare libri in edizioni rarissime e dal costo molto basso,perchè sono tutti in saldo. Libreria piccola ma veramente d' altri tempi, consiglio un giro.
L' ultima libreria che vi propongo è a Bassano.
Questa è una signora libreria, si chiama Palazzo Roberti. All'interno di un bellissimo palazzo del XVII sec. una grande libreria a due piani, veramente ordinata ed elegante( la foto la ritrae) dove ci si può accomodare su un divano per sfogliare un libro che interessa. Consiglio di prendersi un intero pomeriggio, magari invernale, per visitarla, e di non soffermarsi al semplice giro ma sedersi su di un divanetto con un libro in mano. Per quanto mi riguarda, in questa libreria consiglio di concentrarsi soprattutto sui libri fotografici e di genere, introvabili in una così vasta scelta in qualsiasi altra libreria vicentina.
Ora, vorrei che mi raccontaste qualche vostra esperienza nelle librerie, se già ne avete fatte!!!!
Simone Ariot

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