
Cosa succede quando un cuoco, per di più inglese, si mette in testa di voler cambiare le abitudini alimentari degli americani, anzi, degli studenti americani? Beh, Jamie Oliver l'ha provato sulla propria pelle, dandone testimonianza nella trasmissione "Jamie Oliver in USA. La mia rivoluzione". Huntington è la cittadina americana dove inizia questo viaggio, questa scommessa, con la maggior percentuale di obesi degli Stati Uniti, dove i giovani sono destinati a vedersi abbassata la propria aspettativa di vita a causa della scorretta alimentazione, dove le persone si muovono per strada con delle carrozzine elettriche perchè sono ingrassate al punto da non potersi più muovere. Per la prima volta una generazione sa di non poter vivere quanto i propri genitori, e gran parte della responsabilità ce l'ha l'alimentazione. Jamie parte quindi dalle scuole e dalle loro mense, analizzando ogni elemento utile per riuscire a portare un cambiamento che possa riavvicinare le persone ad una alimentazione corretta. Nelle mense scolastiche infatti viene servito un cibo spazzatura, iper calorico, privo della composizione che qualsiasi persona di buon senso saprebbe riconoscere. Junk food, cibo spazzatura, che va dal latte alla fragola alla gelatina colorata, dal cheese burger pieno zeppo di grassi alle patatine fritte e strafritte.
Ma non sono solo le abitudini e il gusto che devono cambiare, perchè vi è tutto un sistema perverso che porta le scuole e le loro mense a scegliere quei fornitori che garantiscono molta quantità a prezzi bassissimi, senza invece andare alla ricerca di quei prodotti freschi, del territorio e quindi a km zero, che garantirebbero la salute.
A noi italiani sembra impossibile che alcuni paesi, per di più ricchi, si riducano a tal punto. Ma seguendo la trasmissione sul canale Cielo (26 digitale terrestre), si comprende molto bene quali sono le dinamiche che regolano questi giochi. E si capisce ancora di più che riuscire a cambiare le abitudini è molto difficile, ma possibile. Jamie Oliver insegna. Ne avremmo bisogno anche noi?
Simone Ariot