scendere fino al video, premere play, tornare al testo e fermarsi. Aspettare una decina di secondi e cominciare la lettura, senza esagerare nella velocità, lasciandosi cullare dalla musica e continuando a leggere.
Ora comincia il post.
Ci sono incontri che possono colpirci e condizionarci? Incontri con persone e con la loro parte più vera e intima? E soprattutto, questi incontri, possono cambiarci la vita?
Io, per me (come direbbe Montale), penso proprio di si.
L’incontro a volte è scontro, violento quasi, improvviso. Arrivato dal nulla, quando meno ce se lo aspetta. Altre volte invece è dolce , con il bisogno di avere un bel po’ di tempo per manifestarsi e la voglia di confermarsi senza clessidre e condizioni. Può essere atteso o improvviso, temuto o idealizzato, ma quando arriva lo si riconosce. Può essere una persona più grande ed esperta che aiuta ad indicare una strada, un amico fidato che si rivela in grado di capirci, un amore importante, che dialoga con la parte più profonda di noi stessi.
Di certo, c’è che gli incontri importanti si riconoscono. Perché nutrono, e perché non smettono di alimentare un senso di appagamento, un senso che si manifesta con quel “finalmente qualcuno mi capisce” che si cerca per tutta la vita.
Io, per me ( sempre ricordando il buon Montale), ho aspettato una vita questi incontri. Quando ne avevo più bisogno non c’erano, non arrivavano. Poi, senza volerli e tantomeno cercarli, si sono presentati, uno dopo l’altro. Non sono molti per la verità. Anzi, sono pochissimi. E molto diversi tra loro. Ma importanti e vitali.
Uno di questi si è presentato senza quasi nemmeno farsi trovare, defilato e fermo lì, con cadenza periodica, quasi fosse un pronto soccorso delle proprie turbe. Un incontro in grado di aprire quelle due o tre porte che stanno lì, chiuse e immobili, e che aprendosi rivelano anche ciò che non si vorrebbe accettare. Un incontro non certo salvifico, ma con una funzione di guida, come una sorta di segnale stradale che , molto sottilmente, indica una strada da seguire ed esplorare, anche se non si sa dove porterà.
Un altro incontro invece è più recente, ma ugualmente forte. Senza cercarsi o aspettarsi, è arrivata l’occasione e fin dal principio abbiamo scoperto di parlare la stessa lingua, arrivando a comprendere non solo le parole che si pronunciano ma anche tutte quelle che non escono dalla bocca, accompagnate da una colonna sonora e da immagini che rendono ancora più chiara e cristallina la comunicazione. E’ come se fossimo entrati fin da subito in un’autostrada del dialogo. Un incontro in cui i ruoli si avvicinano e non sono separati, dove la meta è comune e la strada per arrivarci la si sceglie insieme.
Gli incontri sono occasioni che rendono la vita più densa e degna d’essere vissuta, a volte arrivano, altre volte sfuggono, altre ancora non si riconoscono, forse perché non si è ancora pronti.
Ma se lo si vuole, l’incontro prima o poi arriva.
Siete d'accordo?
Simone Ariot