A volte il rischio è quello di ripetersi, inciampando su un errore da principiante, facendosi coinvolgere oltre misura da un concetto, un’idea, un’emozione. Ma è difficile non parlare di musica, di canzoni, di note e di parole, quando entrano dentro un po’ alla volta, magari sotto voce, per poi farsi sentire a tutto volume. La musica fa quest’effetto, mi fa quest’effetto. Mi cattura con una parola, tocca un’emozione, mette in moto pensieri, sensazioni e immagini che si muovono da sole. E’strano, perché alle volte succede un fatto un po’ così: si fischietta una melodia, magari la si canticchia, convinti di non ascoltarne il senso, le parole. Ne si ripete il ritornello, felicemente a voce alta o tristemente singhiozzando, e poi giù a capofitto…..saltando qualche parola e stonando un po’ di note, o forse tutte. Non ci si rende conto però che queste parole, alle quali non stiamo prestando attenzione, entrano piano piano in noi, si nascondono come cose preziose che il tempo ha dimenticato lì, dentro un cassetto, e tornano fuori quando meno te lo aspetti. Sono parole, forse in una lingua che non conosci o in quella che parli sempre, parole che hanno un significato, che raccontano una storia. Magari la tua, o la mia, che senza musica se ne sta lì, impalata, ad aspettare di vivere, a guardare le cose invece che a farle, ad aspettare la notte che quando arriva è senza stelle, ma ti dice che esisti. Come in questa canzone……malinconica come chi la canta, e per questo tristemente dolce. Come la luna che esce ogni sera salvo alcune, e se ne sta a parlare con i matti e le puttane, con i pastori erranti e i disperati. Oppure con i principi che non sanno d’esserlo o con le ragazze che li aspettano. Una notte, come quella raccontata in questa canzone, pronta a coprire il cielo con i cartoni. Notte senza cuore. Notte che aspetta il giorno per guardarlo, per poi tornare e far tremare il cielo e di nuovo scrutare la vita, da spettatore, da confidente degli angeli. Ma qualcuno sentirà. E tu, la senti la voce della musica? E la senti la vita?
Simone Ariot