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domenica 9 ottobre 2011

Bestemmiare va di moda


Un tempo era addirittura vietato, forse per l’incidenza della Chiesa nel nostro paese. Ora non lo è, ma in compenso si è estesa l’utenza di chi si cimenta in una prassi linguistica e sociale al tempo stesso: la bestemmia.

Se Veneti e Toscani, un po’ di tutte le fasce sociali, condiscono i loro discorsi con bestemmie ricorrenti, in alcune realtà geografiche italiane l’imprecazione è totalmente sconosciuta, per non parlare degli altri paesi europei, dove la bestemmia non esiste. Così come non esiste un manuale di “Storia della bestemmia”, probabilmente perché nessuno avrebbe il coraggio di scriverlo, anche se le cose da dire sarebbero moltissime. Ci sono diversi ambiti di analisi infatti: storico, antropologico, linguistico………e senza scomodare illuminanti teorici come Germano Mosconi ognuno di noi potrebbe trovare diversi elementi di interesse culturale che in un modo o nell’altro spiegano l’argomento. Perché ad esempio la bestemmia è particolarmente diffusa in Italia? Probabilmente perché la Chiesa è particolarmente influente proprio in questo territorio e, di conseguenza, ha trovato pure molti detrattori. Ma il motivo del post non risiede nella volontà di scovare l’archetipo delle bestemmie o le motivazioni che portano molti a pronunciarle, una dopo l’altra, come intercalare dei propri discorsi. Per quelle ricerche si può consultare wikipedia. L’inpout mi è stato piuttosto offerto qualche giorno fa quando, in autobus, ho osservato due gruppi di ragazze 15enni accanite bestemmiatrici. Se ne stavano lì, sedute senza lasciare il posto a qualche persona anziana (e ce n’erano!) infilando una bestemmia dopo l’altra in quei dialoghi che già di per sé la dicevano lunga sulla qualità intellettuale dei discorsi (e sulla qualità umana dei parlanti). Sono rimasto scioccato, non certo per le bestemmie ( sono veneto anch’io, ne ho sentite e ne sento a tutto spiano), ma per chi le stava pronunciando. Queste ragazzine con il viso da falso angelo buono avrebbero vinto numerosi campionati di bestemmia gareggiando contro i più incalliti muratori della bassa padovana e superando senza problemi le acrobazie linguistiche dei boscaioli asiaghesi. Esili corpicini di rosa vestiti, con le loro borsettine griffate e le ballerine ai piedi, assolutamente a loro agio con una terminologia da scaricatore di porto navigato! Ho di fatto dovuto riflettere, cercando di capire se esista effettivamente un collegamento tra forma ( ragazzine ben vestite, pulite, in ordine) e sostanza (il contenuto linguistico), arrivando a concludere che probabilmente no, oggi non c'è più un collegamento immediato. Perchè? Onestamente preferivo quando questo collegamento c'era, ed era pure evidente.

Simone Ariot