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domenica 6 novembre 2011

Piove. Per Montale e non solo



Senza commento, senza analisi, senza introduzione. 


                                  PIOVE       E. MONTALE


Piove. È uno stillicidio 
senza tonfi 
di motorette o strilli 
di bambini.
Piove 
da un ciclo che non ha 
nuvole. 
Piove 
sul nulla che si fa 
in queste ore di sciopero 
generale.
Piove 
sulla tua tomba 
a San Felice 
a Ema 
e la terra non trema 
perché non c'è terremoto 
né guerra.
Piove 
non sulla favola bella 
di lontane stagioni, 
ma sulla cartella 
esattoriale, 
piove sugli ossi di seppia, 
e sulla greppia nazionale.
Piove 
sulla Gazzetta Ufficiale 
qui dal balcone aperto, 
piove sul Parlamento, 
piove su via Solferino, 
piove senza che il vento 
smuova le carte.
Piove 
in assenza di Ermione 
se Dio vuole, 
piove perché l'assenza 
è universale 
e se la terra non trema 
è perché Arcetri a lei 
non l'ha ordinato.
Piove sui nuovi epistèmi 
del primate a due piedi, 
sull'uomo indiato, sul cielo, 
ottimizzato, sul ceffo 
dei teologi in tuta 
o paludati, 
piove sul progresso 
della contestazione, 
piove sui works in regress, 
piove 
sui cipressi malati 
del cimitero, sgocciola 
sulla pubblica opinione.
Piove, ma dove appari 
non è acqua né atmosfera, 
piove perché se non sei 
è solo la mancanza 
e può affogare.


lunedì 30 novembre 2009

E' ancora possibile la poesia?



Domanda che si poneva, e soprattutto poneva alla platea svedese, Eugenio Montale quel 12 dicembre 1975 quando per la quinta volta un italiano vinceva il premio Nobel per la letteratura. È ancora possibile la poesia In un mondo nel quale il benessere è assimilabile alla disperazione e l’arte, ormai diventata bene di consumo, ha perso la sua essenza primaria?».
Questa è la domanda che pongo a voi, perchè dovreste essere più adatti a rispondere rispetto a qualsiasi adulto. Il vostro essere giovani, ancora non del tutto inquinati dalla cultura della vita e del libro, dalle nozioni e ancor più dall' esperienza che spesso rende gli individui più inumani, potrebbe offrire interessanti risposte. Cos'è la poesia? Sono solo versi sciolti o articolati, uno dopo l'altro, buttati giù più o meno velocemente che esprimono o vogliono esprimere qualcosa? O la poesia è anche altro? Poesia è aggettivo o nome? è fenomeno o noumeno? è essere o apparire? Montale diceva che si, è ancora possibile e sempre sarà possibile, che "non c'è morte possibile per la poesia". Poesia deriva dal greco, poiein che significa creare, ma nel tempo ha avuto sempre più un valore di attributo, una sorta di valore aggiunto al tutto.
Ieri sera, ad esempio, ho cenato a Chioggia a casa di una persona magnifica che apre la propria cucina alla gente. Il pesce che ci ha servito in tavola era delizioso, e ancor di più il modo che aveva di servirlo. In un ambiente buio, illuminati solo dal fuoco del camino, sentivo e vedevo poesia sprizzare da tutti i pori. Sentivo la purezza della sua persona e la voglia di essere se stesso facendo star meglio le persone. E' poesia anche questa, nonostante non vi siano versi? E' poesia una bellissima donna che cammina elegantemente passando inosservata? è poesia il volto di un bambino di pochi mesi che sorride alla madre? é poesia una montagna piena di neve? Una villa del Palladio, una spiaggia deserta?
Post malinconico, ma la giornata non offre nulla di meglio.
Simone Ariot